Pagina Congregazione

La Congegazione S. Mauro Abate da quanto risulta dagli atti storici d'archivio, esisteva già nel lontano 1398, anno in cui cessato l'assedio del Castello da parte di Re Martino, i "Maurini" elevarono il loro ringraziamento a Dio ed al loro Santo Protettore.

 

L'iniziale denominazione dei facenti parte della Congregazione fu quella di "Sacramentini di S. Mauro", come risulta da una lapide applicata all'interno della Chiesa di S. Giuseppe. Poi il nome divenne "Fratellanza" ed infine l'attuale e più giusto nome di "Maurini". La lapide, originariamente era collocata nella Chiesa di S. Mauro, poi in seguito ai trambusti della metà dell'800, finì nella Chiesa di S. Giuseppe. Essa ci indica il luogo di sepoltura di molti castellesi, che nelle ultime volontà chiedevano ai parenti che il proprio corpo fosse affidato a Dio e a S. Mauro, con la sepoltura in quella tomba.
La vita della Congregazione non è stata sempre florida, tranquilla, come si potrebbe pensare per una Confraternita religiosa; i suoi momenti peggiori li trascorse nel 1931 quando il fascismo voleva sciogliere tutte le Associazioni Cattoliche. E' grazie al sempre battagliero Parroco di allora, l'arciprete Salvatore Zumbo, ed un gruppo di soci tra cui il presidente Francesco Muscarà, fu rifondata nel 1945 alla fine del conflitto mondiale.

 

 

Un simbolo parzialmente ignorato del passaggio di consegne dai vecchi ai nuovi congregati, è stato il "coppo",oggetto da sempre servito alla raccolta dei fondi per la festa di S. Mauro. Finemente cesellato in argento con immagini del Sacramento, fu commissionato ad un ignoto artigiano dell'epoca da Antonino Romeo, ricco proprietario castellese della metà del '700. L'opera, molto preziosa, è conservata con cura dalla Congregazione.

Regolata da uno statuto, la Congregazione ha lo scopo di formare cristianamente i soci, realizzare attività culturali sociali e ricreative dei soci, praticare e promuovere il culto e la devozione a S. Mauro Abate, con il beneplacito del Parroco pro-tempore. Ma non solo, negli anni si è distinta per tantissime opere, tutte particolarmente significative e importanti. A spese della Congregazione sono state restaurate molte lapidi appartenenti alla Chiesa distrutta durante l'ultimo conflitto bellico, tra cui 2 quadri (La pala di S. Mauro Benedicente - S. Mauro Taumaturgo); è stato rifatto il tetto d'argento del fercolo, che è anche stato arricchito di pregevoli candelabri d'argento; adozioni a distanza in diverse zone del mondo; si è inoltre contribuito alla realizzazione della porta di bronzo del Santuario della Madonna di Valverde. Negli ultimi anni si è aggiunto l'importante riconoscimento del premio S. Mauro (vedi particolari nella sezione - La festa -).
A capo della Congregazione vi è un Presidente che resta in carica 3 anni e viene collaborato dal Vice Presidente, dal segretario cassiere, dal consigliere, da 2 revisori e 2 probiviri (Consiglio Direttivo). Oggi presidente è Gaetano Greco, vicepresidente Antonio Costa, segretario Giovanni Di Grazia, consiglieri Venerando Calanna e Turi Privitera.
Tra i soci che hanno degli incarichi importanti vi sono anche i collaboratori nominati dal Direttivo. Essi sono il Moderatore, il crocifero e il gonfaloniere. Troviamo poi il Mastro di Vara che cura la custodia e la manutenzione della Vara. Per mezzo secolo (fino alla fine dello scorso millennio…) questo ruolo è stato svolto prima da Salvatore Trombetta e poi dal figlio Santi Gaetano. Oggi è in mano a Mauro Licciardello figlio dell'indimenticato Enrico, figura storica della Congregazione. Per ultimi, ma non per questo meno importanti, coloro che nel silenzio e quasi nell'anonimato hanno curato e curano la Statua del Santo e la Cappella: la famiglia Calanna o per identificarli meglio "i capitani" che da generazioni continuano con lo stesso spirito di sempre in onore di S. Mauro.
Nel 1988 è stata costituita la sezione femminile a cui hanno aderito un centinaio di socie.